Italia Nostra a èStoria 2015: bilancio positivo per le iniziative della Sezione

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Si chiude con un bilancio ufficiale di 60mila presenze l’XI edizione di èStoria 2015 di Gorizia, dedicata ai “Giovani” e, come affermano gli organizzatori, “uno straordinario afflusso di pubblico, conferma che “èStoria” è un appuntamento atteso e seguito con molto interesse”.

Quasi 200 gli ospiti, 150 gli appuntamenti tra convegni, presentazioni, dialoghi, mostre, proiezioni di film, laboratori e altre iniziative distribuite in diversi spazi della città, tra cui la Sala Verdi in Palazzo de Bassa, dove si è svolto l’incontro con il Presidente Nazionale di Italia Nostra Marco Parini ospite nell’appuntamento intitolato “Le battaglie di Italia Nostra: il testimone ai Giovani” organizzato dalla Sezione di Gorizia. Non una cornice qualsiasi, visto che, negli anni Novanta, proprio la Sala Verdi è stata uno dei gioielli della città salvati e recuperati grazie agli sforzi di Italia Nostra.

L’incontro di sabato 23 maggio, introdotto dalla vicepresidente della sezione di Gorizia Elisa Trani, ha visto anche la partecipazione del giornalista Alberto Vitucci, de La Nuova Venezia (vicino alle tematiche architettonico- ambientali e riconosciuto, nel 2012, con il premio speciale “Italia Nostra per Venezia”) ed è stato l’occasione per permettere a tutti i GIOVANI SOCI di confrontarsi con il Presidente Parini sui temi più vari, legati a quelli che sono gli obiettivi ai quali da ben 60 anni Italia Nostra guarda quotidianamente con le sue oltre 200 sezioni in tutta Italia, ovvero la tutela del paesaggio e dei beni culturali, la formazione dei giovani e la diffusione della conoscenza del patrimonio. I Giovani hanno dialogato con il Presidente proponendogli alcuni quesiti che oggi rappresentano per loro le «nuove, tante, piccole o grandi battaglie di Italia Nostra» sulle tematiche relative alla salvaguardia dell’architettura contemporanea anni ‘50-’60, riqualificazione dell’archeologia industriale, accessibilità e mobilità sostenibile, gestione e valorizzazione di complessi monumentali demaniali, riuso di edifici dismessi, marketing per il turismo culturale, reperibilità delle fonti archivistiche, rapporti con le Istituzioni e le Soprintendenze e il ruolo di Italia Nostra nell’ambito universitario e con i giovani laureandi. Tra le questioni discusse, particolarmente interessante quella relativa ai beni demaniali da recuperare che ha trovato anche ampio riscontro sui media.
Il giornalista Alberto Vitucci, nel coordinare gli interventi, ha commentato gli argomenti portando come esempi alcune situazioni critiche legate alla laguna veneziana, all’Arsenale Militare e all’immenso patrimonio architettonico a rischio di una città come Venezia. La riuscita di questa iniziativa incoraggia la Sezione di Gorizia a mantenere vivo il dibattito sulle importanti tematiche affrontate dai Giovani Soci, che hanno potuto beneficiare dell’esperienza del Presidente Parini per apprendere molteplici nozioni e ricevere preziosi consigli e suggerimenti utili per affrontare con coscienza e responsabilità le future scelte professionali.

Nell’ambito della sezione “Trincee” la Sezione di Gorizia ha inoltre organizzato anche un secndo incontro, dal titolo “Da scuola ad ospedale di guerra: la vicenda dell’istituto magistrale di Gradisca d’Isonzo”  che si è tenuta venerdì 22 marzo 2015 alle ore 18.30, nella sede del museo di Santa Chiara. Tra i relatori della serata, Maddalena Malni Pascoletti, presidentessa della Sezione di Gorizia di Italia Nostra onlus, Ivan Portelli, storico ed archivista, Fabio Zucconi, storico e giornalista, Silvia Grion e Gianpiero Iurig,  “giovani” soci della Sezione  e autori del libro Storia di una scuola centenaria a Gradisca d’Isonzo. L’edificio della scuola media “Francesco Ulderico della Torre” e le sue vicende lunghe un secolo. Proprio il volume, pubblicato a cura di Italia Nostra per celebrare il centenario dell’edificio scolastico di via Roma 22 a Gradisca d’Isonzo, ha offerto lo spunto per ripercorrere i primi anni della Grande Guerra quando la costruzione appena inaugurata, sorta per i giovani con finalità educative, si trasformò invece in ospedale di guerra, destinato a ospitare quegli stessi giovani feriti nelle trincee.

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