Conferenza di Italia Nostra a Palazzo Attems

Giovedì 24 ottobre 2013 ore 17.00

1938: Ostentazione del potere e architetture effimere a Roma e Gorizia

Scenografie effimere e di pietra per il fascismo
Paolo Nicolosio

Dipartimento di Ingegneria e Architettura Università degli Studi di TriesteL’intervento introduce le due relazioni e illustra una serie di apparati scenografici predisposti per le visite di Mussolini, allestiti in diverse di città italiane.
Sottolinea la funzione propagandistica di questi apparati, l’intento autocelebrativo e la volontà di diffondere nelle masse, attraverso finzioni architettoniche, i valori dell’ideologia fascista.
Individua un carattere scenografico ricorrente in molte proposte architettoniche di regime. Infine, si sofferma sull’aspetto coreografico del principale intervento architettonico di regime, l’attuale Eur, la cui progettazione anticipa di qualche mese la visita di Hitler nella capitale e di Mussolini nel nord-est del paese.

Hitler a Roma: scenografie e finzione
Alessandro Morgera

Nel maggio 1938 Hitler compie un viaggio in Italia. Transitando lungo la penisola il Führer visita Roma, Napoli e Firenze. La trionfale accoglienza del Cancelliere viene organizzata in modo particolarmente accurato. La speciale commissione interministeriale, presieduta dal ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, predispone una serie di interventi che hanno il fine di presentare nella miglior veste possibile l’Italia mussoliniana agli occhi della critica internazionale. Nelle tre città e lungo il tracciato ferroviario percorso dal corteo tedesco si installano addobbi e strutture architettoniche provvisorie; in alcuni casi l’obiettivo è però quello di mascherare gli edifici fatiscenti che non vanno assolutamente mostrati agli ospiti stranieri. Le scenografie realizzate a Roma si ispirano alla classicità imperiale. Piloni, candelabri, insegne, podi, tribune e addirittura stazioni ridisegnano il volto della capitale. A Napoli – città nella quale si svolge una grande parata navale – prevale un allestimento moderno, con archi squadrati e quinte scenografiche dalle quali emergono grandi fasci metallici. Per Firenze, invece, vengono studiate decorazioni che prevedono soprattutto l’impiego di bandiere, stendardi e gonfaloni.
L’intento di queste architetture “effimere” è quello di produrre un notevole impatto coreografico, capace di trasmettere immagini di potenza, magnificenza e monumentalità.

Gorizia “romana” accoglie il duce
Lucia Panzera

Nell’autunno 1938 Mussolini viaggia nel nord est. Il 20 settembre arriva a Gorizia. Città e provincia sono in festa. L’accoglienza è preparata in ogni dettaglio. La mobilitazione è generale e l’organizzazione è precisa. Si ritinteggiano le case e si acquistano centinaia di bandiere. Vengono anche erette numerose strutture temporanee allo scopo di romanizzare visivamente la città. Piloni, aquile romane, alloro e continui riferimenti all’impero saturano le strade e il paesaggio. Anche la struttura della città ha subito recenti modificazioni che miravano al medesimo scopo di italianizzare Gorizia. La demolizione della caserma Vittoria ha aperto la possibilità di creare in centro un nuovo foro. Questo sarebbe stato chiuso su un lato da un monumento imponente e scenografico dedicato alla Terza Armata. La storia coinvolge Max Fabiani in quanto sono suoi i numerosi progetti che hanno interessato la piazza e articolate sono le vicende che li riguardano. Continue bocciature da parte del ministero fascista fanno modificare forme e dettagli della nuova piazza della Vittoria. Alla fine però non se ne farà nulla e si deciderà di costruire nuovi palazzi là dove c’era la caserma.

 

 

 

 

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