Storia

 

La Sezione di Gorizia di Italia Nostra fu costituita il 18 aprile 1969 su iniziativa del conte Guglielmo Coronini Cronberg e di alcune importanti personalità della cultura cittadina. Le finalità dell’Associazione sono le stesse dell’Associazione Nazionale di Italia Nostra, fondata a Roma nel 1955, che è un’associazione onlus apolitica e apartitica.
Il Consiglio Direttivo, eletto dall’Assemblea generale dei Soci dura in carica un triennio al termine del quale può essere confermato o rinnovato. Ne fanno parte professionisti, studiosi ed esperti in varie discipline. Il primo Presidente della Sezione di Gorizia fu il conte Guglielmo Coronini, in carica dal 1969 al 1987, che durante il suo mandato fissò la sede sociale nel suo palazzo di viale XX settembre. In seguito la sede cambiò alcune volte e dal 2005 a oggi si trova in via Bellini 3, ospite della Società Filologica Friulana.
In linea con lo statuto dell’associazione nazionale, la Sezione si occupa di problemi riguardanti la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, del paesaggio urbano, rurale e naturale, dei monumenti, dei centri storici, del nostro territorio. Si prendono in esame le segnalazioni da parte dei cittadini e dei Soci relative a casi di degrado, di inquinamento, di monumenti o altri beni culturali a rischio, di violazioni della legislazione in materia di urbanistica, di verde urbano, di edilizia. A seconda dei casi, la Sezione decide se allertare le Soprintendenze regionali, o contattare le amministrazioni locali, o reperire i fondi necessari per curare degli interventi di restauro, o se fare opera di divulgazione e informazione sia attraverso la stampa locale, sia soprattutto tramite le pubblicazioni edite dalla Sezione di Gorizia dal 1971 ad oggi.
La Sezione collabora con altri sodalizi e associazioni che hanno affinità di obiettivi a livello locale, sia offrendo consulenze sia organizzando eventi, quali convegni, conferenze o altre iniziative, quali visite guidate a mostre e musei e gite culturali.
Nel 2008 è stata inaugurata la Biblioteca della sezione, consultabile dai Soci e dalla cittadinanza.

Fin dalla fondazione, la Sezione ha affrontato numerosi problemi cittadini. Alcune iniziative sono portate avanti da molti anni, come l’opposizione alla costruzione di una diga sull’Isonzo. Dopo la battaglia condotta negli anni ’70, la questione si è riproposta nel 2011-2012 con il “Laboratorio Isonzo”.
Costante attenzione è stata posta ai problemi di carattere urbanistico (mostra del 1989), alla tutela del paesaggio (mostra del 1972), e del verde pubblico (1970, 1977, 1989). Ai rischi di degrado del centro storico di Gorizia e alla necessità di interventi per la sua conservazione sono state dedicate segnalazioni (anni  ‘70 e ’90), e pubblicazioni (1990, 1994, 1996, 2009).
La Sezione si è occupata anche di inquinamento atmosferico (anni ’70) e inquinamento del torrente Corno (1984); il problema dello smaltimento dei rifiuti è stato affrontato più volte (1987-1988) in sede di Commissione provinciale (1990) e di Commissione Ambientale (1995).
Tra le varie “battaglie”, importanti quella per l’integrità del colle del Castello e della sua cinta muraria (2012), per la storica rimessa del tram (2009-2013), per il patrimonio storico-artistico del Monastero di Sant’Orsola (2011-2013).
La Sezione ha realizzato importanti interventi di restauro conservativo: la fontana del Nettuno in piazza Vittoria (1993), l’edicola della Beata Vergine in Borgo Prestau (1997), le due statue di San Giovanni Nepomuceno del Ponte del Torrione (2007) e di Piazzutta (2009) e il paramento lapideo della Porta Leopoldina (2008).
L’attività della Sezione di Gorizia di Italia Nostra si estende su tutto il territorio della Provincia di Gorizia, affrontando diversi temi e problemi legati ai vari centri della Provincia, attraverso la ricostruzione storica, l’analisi dello stato presente e le possibili prospettive future.
Si vedano i casi di Cormons (tutela del centro storico 1977, 1989, 1990); di Gradisca d’Isonzo (convegno sul recupero di complessi fortificati 1998); di Monfalcone e Territorio (città storica 1992, archeologia industriale 2001, foce del fiume Timavo in opposizione al progetto Snam 1995, 1996); di Grado (centro storico e laguna 1971, edifici delle Terme e del Palazzo dei Congressi 2011-2012); di Sagrado d’Isonzo (convegno per il restauro della Torre medievale e del Castello degli Alimonda 2004).